20 maggio 2012

Life (e non solo) is a Bitch

E' buffo blogspot.
Buffo, sadico, ironico.
In qualsiasi modo lo vogliate chiamare, rimane un grande figlio di puttana. Non per qualche strano motivo, perché mi ha fatto impazzire per l'header, per l'html e compagnia bella. Semplicemente perché dà un inizio ed una fine, ordinando i miei post, ad un periodo di tempo per me significativo, per me ancora non finito.
Come se avessi voluto creare virtualmente una storia nascosta fra le righe dei miei post, per poi ritrovarmela sbattuta in faccia ogni volta che ritorno quì, in questa ormai landa desolatissima che neanche io visito più.
per questo, e per la mia sadicità che rimane, continuo a mettere i puntini di sospensione. sperando che non finisca ancora quel famoso periodo, ma che continui, sapendo che la prossima volta che tornerò in questo blog, ancora mi troverò davanti la dura realtà.

...

20 ottobre 2011

nonostante le mie azioni so che questo giorno ritornerà ancora e ancora e un'altra volta ancora ... per sempre ...

17 febbraio 2011

Non penso...

... di essere una persona maleducata.
forse a volte incoerente, a volte poco impulsiva e che cerca di evitare alcune cose. ecco. forse a volte sembro menefreghista, quando invece è semplicemente mancanza di voglia.
forse è mancanza di qualcos'altro.
in questi momenti di mal di stomaco che mi manca qualcosa, quel vuoto che non si riempie in nessun modo. quel vuoto che provoca il mal di stomaco che puoi placare solo mangiando qualcosa.
ma non c'è né cibo né medicina adatta a questo dolore. solo il rimpianto e la consapevolezza. si può solo sperare che questa sensazione se ne andrà via almeno per un po', rimpiazzata da altri momenti e sentimenti diversi, peggiori o migliori. ma il tempo non guarisce tutti i mali, te li ripresenta in futuro, te li mantiene al caldo per poi farli riaffiorare in alcuni momenti poco indicati. perchè il tempo è stronzo, un grandissimo stronzo.

21 gennaio 2011

countdown

Non mi sembrava giusto modificare il blog dopo tutto il tempo che ci avevo messo a cambiarlo da me.
doveva rimanere, poi, una parte del mio passato, come un'ancora solida per ricordare a me stessa come ero un tempo. un passo veloce nella mia vecchia vita, per fare un confronto.
come ero 26 esami fa?
come ero tre anni fa?
più ricca, più povera di sentimenti?
ho riscoperto una Me più sicura, e mi son spaventata, tanto che ho deciso di ritornare a quella vecchia insicurezza che mi rincuora di più.
non sarà forse mancanza di volontà?
Accontentare me stessa?
Sono una Cinese contemporanea in ogni piccola cosa.

09 settembre 2010

E il tempo va passano le ore...

... e non cambia niente.
tutto resta esattamente come prima.
Quattro anni (forse tre, no quattro), che ho aperto questo inutile blog, e niente è cambiato.
beh, forse qualcosina si, ma le cose che scrivo sono sempre le stesse, e questo mi prende veramente ai coglioni!
Forse sono più servile, più pallosa, meno incline ai cambiamenti, più restia al nuovo, più consapevole di alcune cose, con qualche nozione inutile in più in testa.

Il fatto è che non c'è più nulla da dire.
siamo stanchi di combattere, di esternare i nostri sentimenti, di far la voce grossa, perchè ci siamo resi conto che è inutile, che niente cambia.

anche l'ideologia non c'è più. Platone ormai non viene neanche più insegnato nei licei.

Che senso ha? Tanto dice una marea di puttanate. E non è il solo.

Abbiamo perso la nostra illusione (1, 2, 3, 4, e anche 5), abbiamo perso le nostre speranze.
Abbiamo perso anche alcuni arti, pezzi di noi ci hanno abbandonati.

Io ho perso totalmente quel briciolo di fiducia che mi restava. Ho perso molte cose.
La voglia, il sorriso, le lacrime. Tutto andato.


(e la mazzata finale è stata la fine di Lost!)

26 febbraio 2010

"tutta questa gente con gli occhi degli altri.. Perchè?" Titolo alla cazzo

Ho rinviato e rinviato, come è mia abitudine, ma ora che son qui davanti mi decido a scrivere due righe.
Tre anni fa a Milano amavo fare lunghe passeggiate da sola.
mi ritrovavo a scoprire cose nuove, mai viste, gente sconosciuta, lusso e povertà nello stesso metro quadrato. ma era una delle poche cose che mi faceva star bene.
farlo qui a Cagliari non è lo stesso.
Diverso.
Ho l'impressione di non essere cosi tanto sconosciuta, (da illusa) ho l'impressione di non essere invisibile come vorrei. di la era tutto più semplice, uscivo e non incontravo mai le stesse persone, e mi mischiavo bene insieme a quella varietà culturale e visiva che mi faceva stare a mio agio.
quello che mi manca è proprio questo. la diversità e l'invisibilità.
Chiudo gli occhi per immaginarmi in una grande città piena di persone da vedere, da ascoltare, da ignorare, da conoscere, pienda di piccole e grandi case, di edifici grigi e spenti, e dei mezzi pubblici che cercano di mettere sotto qualche pedone distratto.
Non è bello come a Milano, ma è bello fare lunghe passeggiate anche a Cagliari, riscoprire o scoprire. vedere. fermarsi un attimo e realizzare che è tutto merito dell'uomo.
ogni volta che visitiamo una città non visitiamo il territorio.
visitiamo l'uomo, la cultura, lo stile di vita. ogni mattone, ogni grandioso monumento. si puo' parlare all'infinito di quello che c'è dietro, della sua storia, del suo perchè.
Visiti l'uomo, visiti la comunità. come è organizzata.
perchè gira tutto attorno alla comunità.
Delle volte però è bello realizzare che ci sei solo tu, contro tutte queste cose, e ti fermi a valorizzare anche la tua solitudine...

01 gennaio 2010

Biby vs il primo Dell'anno

ed eccoci qui. 2010, nuovo inizio.
sembra che l'inizio di questo giorno sia un riassunto veloce dell'anno precedente.
non del tipo "tutta la vita mi passa davanti agli occhi quando sto per morire" ma più del tipo "angoscia esistenziale". una matassa aggrovigliata nello stomaco che neanche julia roberts dopo che è andato a teatro interpretando una prostituta si ritrova.
un paio di secondi, un paio di foto, ed eccola li, quella angoscia che non era ancora uscita. un pensiero che fugge via in un secondo, e dei MA, dei FORSE.. tanti ma e forse e.. Se...
ma la vita, e la storia, si sa, non sono fatte di se, di ma e di forse. sono fatti di attimi che rimangono, che non balenano in testa per poi fuggire subito dopo, sono fatti e atti che ti condizionano la vita giorno dopo giorno, anno dopo anno, e si accumulano dentro di te, e, quando son pronte ad uscire escono, in un sorriso, in una lacrima, in un pensiero.
il fatto che il tutto sia uscito il primo dell'anno mi fa pensare, sia in positivo che in negativo.